02/11/2008
Questa macchina perfetta.
Uno dovrebbe vederlo, come si riduce l’uomo. Non è una piccola percentuale, perché la piccola percentuale è chi riesce a rimanere grossomodo se stesso fino alla fine, chiude gli occhi e si spegne. Ma questa è l’eccezione. L’uomo diventa un corpo in cortocircuito che canta canzoni del 1960 convinto che sia il 1960, con un bozzo che gli pende dal collo, o un filo di bava dall’angolo della bocca, mentre altri uomini defecano nel corridoio e poi prendono le proprie feci con le mani e le spalmano dietro i termosifoni, ma non per fare uno scherzo, non si sa perché lo fanno, qualcosa gli dice di farlo, lo stesso qualcosa che per una vita gli diceva di non farlo, adesso gli dice di farlo, non so, gli è girata, forse la voce che uno ha dentro non è che si rompe, magari è solo che si stufa di dirti le cose che non servono a niente. Altri intanto si pisciano sulle gambe.
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